Quando è l’ansia a salvarti la vita…

Quando è l’ansia a salvarti la vita…

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A volte mi incontro (scontro!) con la difficoltà a dover spiegare a chi non è del mestiere – ma a volte pure agli stessi psicologi- del perché a mio parere si debba lavorare contemporaneamente su mente e corpo e soprattutto sul come possa avvenire questo in seduta non essendo io un medico.
E’ vero non è così intuitivo!
Sono diversi secoli che abbiamo abbandonato la consapevolezza di essere un tutt’uno… ci siamo lasciati sedurre dall’ idea di vivere in un corpo meccanico, quasi da assemblare tanti sono i frammenti di noi che sentiamo sconnessi e che chiediamo ai diversi specialisti di aggiustare al posto nostro.
Abbiamo delegato ai medici la cura del corpo e quella dello spirito alla fede o agli psicologi ora. Ma possiamo davvero vivere sereni, felici e in armonia in questa separazione?
ansia_e_panicoForse sarò un’idealista ma a guardarmi attorno mi pare ci siano sempre più ricerche, studi ed esperti che ci ricordano l’esistenza di questa unità. I medici – alcuni!- iniziano a rendersi conto dell’impatto della vita emotiva e psichica sul funzionamento degli organi, gli psicologi e gli psichiatri anche più tradizionalisti iniziano a intravedere nel corpo (meditazione, respiro, lavoro sulle tensioni) delle enormi potenzialità di guarigione dai traumi, dall’ansia, dalla depressione ecc.
Per rendere più chiara questa visione sempre più olistica dell’essere umano porterò l’esempio concreto di una persona che soffre di attacchi di panico che non riesce a controllare e di cui non conosce l’origine.
Ovviamente questi sintomi si scatenano attraverso – e grazie- ad una sensibile attivazione corporea (tachicardia, respiro bloccato, tremolii,ecc.).
La maggior parte delle persone in questo caso vanno in cerca primariamente di una causa fisiologica/organica del proprio malessere. Spesso e volentieri gli esami non rivelano nulla di grave … A questo punto potranno accadere due cose. Il medico, se sufficientemente interessato al benessere dei suoi pazienti e “addestrato” a leggere il disagio in un’ottica olistica, potrà inviare la persona da uno psicologo/psicoterapeuta/psichiatra, altrimenti (come spesso accade) potrà prescrivere un farmaco- psico- per addormentare i sintomi e consentire alla persona di tornare alla “sua vita di prima”.
Che gran peccato! Che peccato che quell’ansia, così vitale, portatrice di un messaggio di cambiamento possa essere così velocemente cancellata e rinnegata senza che nessuno l’abbia nemmeno interpellata. Che spreco davvero…
Nella visione olistica bioenergetica l’ansia di questa persona non potrà prescindere dalla struttura del suo corpo, da come respira e da come i suoi piedi toccano terra.
La sua ansia di certo avrà origine da una certa preoccupazione, da una ferita infantile (la maggior parte delle volte) o da un blocco emotivo, ma questa sarà sempre letta in funzione di tutto il suo sistema corpo-mente-spirito.
Più vado avanti in questo lavoro e più sento profondamente questa connessione. Più sento le storie di queste persone e più mi rendo conto di quanto sia molto spesso la “disconnessione” dal proprio corpo la causa stessa del malessere.
Non è forse l’essersi allontanati dalla Vita, dalla propria natura – Matrice di Vita- che ci porta ad essere depressi, paurosi, arrabbiati e vuoti?
Lascio a voi la vostra riflessione.
Se volete potete condividere qui sotto il vostro pensiero.
Sarà un piacere leggervi 🙂

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